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Lo Strano Straniero in Cina

Oggi vorrei parlare di una categoria di "straniero" presente in Cina. "Straniero": ho usato questo termine non a caso: in lingua cinese, infatti, chi non appartiene alla razza Han o comunque ha tratti orientali viene chiamato cosi, in cinese 外国人 o 老外, diversamente dalla nostra lingua nella quale usiamo il nome del paese di provenienza ( uno spagnolo, un francese, un giapponese, un cinese) e nella quale chiamare una persona straniero suona tremendamente maleducato. Stando in Cina da un bel po' mi sono fatto l'impressione che questa sfumatura linguistica sia effettivamente collegata ad una visione culturale piu' ampia, che si puo' esplicitare dicendo che i cinesi non arriveranno mai a considerare uno straniero come uno di loro. Questo comporta dei vantaggi e degli svantaggi. Iniziando con gli svantaggi, uno straniero in Cina verra' sempre osservato al suo passaggio, con percentuali che aumentano man mano che ci si allontana dalle grandi citta'. Pensando inoltre che non capiate la loro lingua, nelle situazioni peggiorni inizieranno a parlottare di voi proprio davanti al vostro viso, indicandovi per capirsi meglio, a dire se siete belli o brutti, giovani o vecchi, strani o meno. In situazioni come viaggi in bus o metro, la cosa diventa davvero di difficile sopportazione. I pochi cinesi che sanno l'inglese, poi, quando vedono uno straniero coglieranno l'occasione per esercitarsi in chinglish, e cosi' faranno anche dopo che gli avrete dimostrato che parlate cinese, il che non fa altro che accentuare il vostro sentimento di non appartenenza a questa societa'. I mendicanti poi vi correrranno incontro da lontano accogliendovi col loro slogan: "Hello, money money!". D'altro conto, essere stranieri in Cina ha anche molteplici vantaggi. Il principale forse e' quello di avere una posizione privilegiata rispetto ai cinesi stessi, che vi tratteranno meglio rispetto ai propri connazionali e che cercheranno di aiutarvi in ogni situazione. Per portare un esempio, una volta mi trovavo in un bus, pieno e senza posti a sedere. Dopo un po' la tipa che controllava i biglietti si alza dalla sua postazione facendoci sedere e rimanendo in piedi lei stessa, insistendo addirittura. E pensare che insieme a noi c'erano altri 7 o 8 cinesi che a loro volta sono rimasti in piedi. Poi, lo straniero, soprattutto se maschio, non avra' nessunissimo problema a trovarsi compagnia, sia sentimentale che semplice amicizia. Farsi infatti vedere in giro con occidentali e' tremendamente cool, farsi vedere dagli altri mentre si spiccicano quelle 2 o 3 parole di chinglish alza la propria popolarita' di almeno 30 punti. Le ragazze cinesi inoltre faranno a gara per avere dei ragazzi occidentali. Mi e' capitato di vedere in giro ragazzi stranieri con ragazze cosi' belle come mai avrebbero potuto permettersi nei loro paesi d'origine, con queste tipe innamoratissime e servizievoli come non si puo' immaginare. Fatta questa doverosa premessa ci tengo a dire che, secondo la mia modestissima opinione, la cosa migliore da fare e' prendere coscienza di tutto questo, del fatto che mai ci si integrera' nella societa' cinese essendo stranieri, quindi diversi fisicamente. Meno drasticamente, posso dire che non si arrivera' mai a farlo ora, forse tra un po' di tempo potra' anche accadere, visto che la Cina si sta sempre piu' aprendo e che sempre piu' e' meta di expats che ci vivono fissi. Ma il problema fondamentale rimane con una categoria di questi stranieri che in Cina ci vivono: quelli che quello detto finora non riesco ad accettarlo o fan finta che non non esista. Gente che arriva in Cina e pretende di diventar cinese, non tenendo conto del proprio background, delle proprie abitudini e del proprio fisico, nonche' della cultura cinese che mai li accettera'. Questi approdano in Cina, imparano un po' di cinese e voglion essere trattati come cinesi. Li riconosci subito: son quelli che passando ti guardano in cagnesco perche' te sei occidentale e nella "loro terra", la stai invadendo con le tue sporche abitudini da laowai e le tue manie di mangiare insalate crude, di andare alle feste la sera, di sentire musica punk, hip hop ed elettronica e parlare quello sporco idioma inglese.
Il problema e' che ogni volta che hai l'occasione di interagire con uno di questi (cene cn parecchia gente, cene con amici di amici, lavoro e studio ect..) non la finiscono piu' di farti vedere che son stressati. Di solito iniziano facendo finta ke l'idioma cinese si confonda con la propria lingua madre, in modo da mettersi subito su un piano diverso da te che invece riesci a distinguere le due, pero' sai com'e', loro oramai sono cinesi. Poi ti dicono che potran restare al massimo un'oretta, perche' la vita cinese oramai li ha agguantati e forzati al proprio ritmo frenetico, perche' devono vedere chissa' chi troppo interessante che han conosciuto chissa' dove. Se sei a cena, ordineranno qualche piatto sconosciutissimo probabilmente molto ma molto grasso, in quanto completamente a loro agio con la cucina cinese. Se non sei a cena, vorran evitare qualsiasi posto che abbia un minimo legame con l'occidente. Di solito han la ragazzo o il ragazzo cinese, possibilmente bruttina/o in modo che questi non sia assolutissimamente interessato alla cultura dell'immagine abbinabile al mondo western. E intanto, come a condire il tempo passato assieme, vi parleranno della Cina che non offre nessuna sicurezza quando nel mondo del lavoro (assistenza sanitaria, contributi ect..), dei problemi fisici che iniziano ad avere gia' in gioventu' (pero' no, io mangio solo cibo cinese in cina, ed in vere bettole cinesi a prezzi cinesi), delle insoddisfazioni che si moltiplicano in maniera esponenziale... ed io, nel mio piccolo, non potro' fare a meno di sorridere tra me e me delle fissazioni di certa gente, mentre mi gusto il mio pasto cinese che mi godo ogni tanto bilanciandolo con quel che mi cucino da solo, pensando che piu' tardi forse chiamero' un mio amico americano per andarci a bere qualcosina mentre gli racconto di quanto sono estreme certe persone...
i'm back, i'm back!
back in italy. back in my country. da tre giorni. la prima sensazione che ho avuto era stupore per l'aria tersa e limpida. se ci ripenso ora, a Pechino mi sembrava d'essere in perenne miopia. e le strade sono vuote, l'inquinamento acustico minore, le ragazze giovani e vestite fighe molte di meno, i prezzi molto piu' alti. e mi ero anche dimenticato cosa volesse dire la TV, quante stronzate dice e che gente di merda si vede attraverso di essa. ieri c'era unomattina e un rincoglionito diceva di stare attenti se il proprio figlio, quando si entra in camera sua, cambia la schermata di navigazione, perche' forse sta facendo un patto col diavolo, che oltretutto costa 360 euro. non e' una stronzata e' vero. quel tipo ieri in tv c'era veramente e diceva queste cose qui. e mi sarebbe piaciuto gridargli ke magari il figlio si stava guardando un paio di belle fighe naked o stava in videochat con un compagna di classe ninfomane o meglio ancora stava organizzando il fine settimana alcolico con gli amici che invece sn tutte cose normalissime, positive e creative. sai checcazzo gliene frega ai ragazzini del patto col diavolo attraverso internet, e' molto piu' spettacolare farlo di persona semmai, ma vaglielo un po' a spiegare... cmq per molte cose e' piuttosto piacevole essere qui, tra cui rivedere famigliari, amici, cane, snowboardare se c'e' tempo cosi' come ritornare alla vita universitaria, prendersi l'aperitivo al bar, vedere il governo cadere e sentire ke nella precedente votazione la gente si e' sputata addosso...senz'altro delle fantastiche emozioni che non posso mancare ad un vero italiano!!!
Usavich
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andateci perche' ne vale veramente la pena. animazioni japponesi a tempo di elettrobeats e violente (non a livello degli happy tree friends pero'). sn quelli della foto.
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